8 Marzo, la donna..

💞 🌺 ☕🍵Buon giorno Mondo!! Buon 8 Marzo.. con slancio cominciamo con un nuovo pensiero! 🐣 🌎 🌹 🌷 🌼 Grazie Dio! 💞
secondo me, la vera storia della donna:
Ecco perche penso di non chiamarla “Festa della Donna”, eventualmente per le donne che non vengono festeggiate giornalmente, le sofferenti che non hanno mangiare per i figli, per le maltrattate, le calpestate, le strupate, le usate, le sfruttate, le abbandonate sole negli ospizi ecco le ultime donne che per la societa’ non esistono…benvenga la festa.. mi fa’ dolore al mio cuore oggi nel 2019 che la parita’ della donna e’ in atto… sarebbe bello lasciare lo spazio a chi e sotto le scale farsi da parte e lasciare l spazio a loro per emergere..diciamo anche che e’ la Festa degli uomini che non vengono mai nominati, gli uomini che lavorano per le loro famiglie, che si sacrificano, che sanno amare, che si prodigano nel sociale, uomini onesti e padri..in prima fila.
Non vengono mai nominati come le donne.. solo i cattivi e le donne del Gossip…un sorriso. Un mio pensiero
🌿🌷🎶💞

Ecco la vera storia dell’ 8 Marzo:
La tradizione vuole che questa ricorrenza ricordi un tragico incendio in una fabbrica di New York nel quale persero la vita 129 operaie che i proprietari aveva chiuso a chiave all’interno dello stabile. Ma se questa è davvero l’origine della Giornata della Donna, allora l’8 Marzo sarebbe comunque la data sbagliata, perché l’incendio da cui tutto ha avuto inizio si verificò in realtà il 25 Marzo 1911 all’ottavo piano della fabbrica Triangle Shirtwaist Company di New York. Le vittime furono 146, in maggior parte giovani operaie (alcune di 12-13 anni) di origine italiana o dell’Europa dell’Est.

La fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un edificio di dieci piani. Molti operai (62) persero la vita gettandosi dalla finestre per sfuggire alle fiamme, avendo trovato sbarrate le altre vie d’uscita. Erano stati gli stessi proprietari, Max Black e Isaac Harris, a chiudere a chiave le porte della fabbrica, come erano soliti fare, per paura che le donne rubassero scampoli di stoffa o facessero troppe pause. Al momento dell’incendio anche i proprietari si trovavano all’interno dello stabilimento; i loro uffici erano all’ultimo piano; nonostante questo riuscirono a salvarsi, abbandonando le operaie al loro destino.

Nel successivo processo i due titolari della fabbrica Triangle furono comunque assolti, ed anzi ricevettero dalle assicurazioni un indennizzo di 445 dollari per ogni operaia morta, mentre alle famiglie delle vittime furono devoluti appena 75 dollari.

Questo fu il prezzo di ciascuna delle 146 vittime del rogo della Triangle. Di queste 129 erano donne che facevano turni di 14 ore al giorno, per un salario medio di 6-7 dollari al giorno.

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