Ci hanno offuscato la mente!..

Non è per la democrazia ..che bombardiamo la Libia.
Non è che con la laurea non facciamo.. un lavoro che ci piace.
Non è che se ripetiamo una bugia.. diventa vera.
Non è con una sbronza ..che il problema scompare.
Non è che hai il Rolex.. che il nostro tempo vale di più.
Non è che se la tua squadra vince ..vinci anche tu.
Non è che se siamo anche noi di strada.. siamo amici.
Non è che se non votiamo ..le elezioni non le fanno.
Non è che se trattiamo male nostra madre e padre siamo.. un uomo.
Non è che se andiamo in chiesa a pregare.. siamo buoni .
Non è che se non siamo chiusi in gabbia ..siamo liberi.
Non è perché c’è chi sta peggio di noi,.. che noi stiamo bene.
Non è che se nessuno capisce.. allora siamo dei geni.
Non è che se lo dice il tg ..ci dobbiamo credere.
Non è che se spendiamo tanto.. siamo ricchi.
non è che se ci vestiamo firmato.. siamo ben vestiti. Pensavo …. hanno ingannato non e’ che vivere la vita.. significa .. stordirsi
.
Ognuno di noi mente a se stesso.. e le bugie aiutano a vivere
poi ho aperto gli occhi ed era tutto così…

Incantesimi di..

Le parole hanno dei suoni che producono delle vibrazioni … Le parole hanno dei significati descritti nei dizionari linguistici …Le parole hanno legate a se’ emozioni che per ognuno son diverse …Le parole non vanno sprecate .Le parole vanno scelte con cura… Le parole sono suoni che attraggono o respingono , dipende da come fai suonare il tuo strumento, che come un piano puo’ fare melodie o fare baccano, il musicista e’ il cervello, il compositore e’ l’Anima …Facciamo attenzione – Le Parole sono Incantesimi

E si, spolverando incontro la mia vita!

Riprendo questo post di diversi anni fa’, ricordi che donano gioia, allora scrivendo ero felice della mia riconquistata liberta’! la Primavera, gagliarda e tosta arriva…gli uccellini cinguettano una meraviglia…
oggi mi sono accorta che tra loro litigano anche…mi vien di sorridere… c’e’ vita nel cielo…
 Dopo diversi mesi di convalescenza, la complicata operazione al mio piedino ..
che mi aveva costretta agli arresti domiciliari per ben 5 mesi..
i fiori primaverili cominciano a spuntare:
 i bucaneve, le primule, le violette, i crochi, i narcisi, tante gemme spuntano nei rami degli alberi…
un ri.sveglio della vita che mi coinvolge e mi fa’ sentir trasportata a questo ri.sveglio che riempie di gioia il mio cuor…
Naturalmente con forte energia mi metto a far pulizie di Primavera…finalmente i miei movimenti liberi di nuovo mi fan gioire.
 Apro cassetti metto apposto la biancheria la divido quella invernale la sposto
 e metto in evidenza cio’ questa stagione mi fa’ comodo, e si ora debbo spostare l’attenzione sulla mia adorata libreria.
Molto in disordine.. che nei mesi di costrizione ho usato molto, mettendo in ordine, trovo…il mio vecchio libro Diario..
La sua copertina e’ sgualcita ed aveva delle pagine strappate, sul suo dorso una lieve bruciatura.
Volevo buttarlo ma una voce come un alito lieve mi disse:
 – Non gettare quella che un tempo fu’ una vita, un domani sara’ scritta e tramandata in memoria a coloro che verranno. –
Allora mi fermai e’ con curiosità incominciai a sfogliare quello che era rimasto delle sue pagine.
Rividi il mio passato scorrere velocemente in quei fogli ,con i racconti di vissuto…i miei desideri,
 le mie sconfitte ,le mie vittorie e i miei dolori, le miei gioie…i miei incontri..
Compresi pian piano che  si percepivano i momenti della mia crescita, da piccola donna cresceva la “Donna” …
Rimasi pensierosa…poichè mancavano le ultime pagine ,ma capii che’ quelle le dovevo ancora scrivere,
 per dare a quel’ libro lo splendore di un tempo è dovevano essere le più belle ,
 per dare un valore al libro della mia “VITA”…si lo compilero’…di nuovo giornalmente…
lasciando traccia di me…della una vita veramente vissuta… cominciando dallo sradicamento delle miei radici…
Scegliendo per amore di lasciare la mia Patria, entrando a far parte di una cultura diversa dalla mia..

Buio..il Nulla!..

Il buio, il vuoto, il nulla: sono metafore di una dimensione ancestrale in cui la vita si ri-partorisce. Se si accoglie il vuoto che gli abbandoni ci portano, gli addii sono fonte di progresso, di rinascita, di nuove occasioni di vita. Se resistiamo, se rimpiangiamo, ci tormenteremo per anni. Sì, bisogna toccare il fondo, a volte, per ritornare a vivere. Credetemi… l ho’ sperimentato non è un detto saggio.

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L’Oscurita’ lascio’.. che lo sguardo penetrasse..il chiarore..il respiro si arresto’ un attimo.. rimasi senza parole trovai pace nel donarmi.. abbandonai cio’ che mi teneva legata.. percepii il potere.. sperimentai la forza.. intuisco la leggerezza.. tremo di debolezza. Non sono piu’ altro che struggimento…e…certezza..il desiderio diventa ricerca.. per un nuovo distacco propio.. nel mezzo della vita. Tu ci sei!! Dio mio..

Non trovava posto dove andare..

   Un giorno Dio si stanco’ degli uomini,
a causa delle loro continue richieste spesso futili,e del loro ignorarlo!
Prese, conseguentemente, la decisione di nascondersi per un po’ di tempo.
 Chiamo’ tutti i suoi angeli consiglieri e chiese a loro:
 – Dove mi  debbo nascondere per non essere trovato?

Quale e’ il posto migliore?
– Gli angeli consiglieri suggerivano i luoghi piu’ disparati
Chi suggeriva la montagna piu’ alta, chi l’abisso del mare piu’ profondo
chi lo spazio celes
te piu’ remoto. 
Non contento dei luoghi suggeritigli chiese all’Angelo..
 consigliere piu’ anziano che ancora non si era pronunciato:” Tu dove mi consigli di nascondermi?”
L’Angelo anziano, sorridendo, rispose:”Nasconditi nel cuore dell’uomo!
  
E’ l’unico posto dove essi non vanno a vedere!  (MCI)
Si, il cuore dell’uomo…il nostro cuore.
 E si..oggi il cuore e’ abbandonato… 
Perche’ non accogliamo la sfida? “Bussate e vi sara’ aperto” Disse Gesu’…
questo viaggio avventuroso, apriamo la porta dove si nasconde.
– L’Amore e’ piu’ vicino a noi di quel che crediamo..
e pensiamo, siamo il Suo Amore!! –

La meraviglia!..

🦋🌺A tutti noi viene insegnato ad essere colti….non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell’esistenza…ci vengono insegnati i nomi dei fiori; degli alberi e ….non come entrare in comunicazione con loro..in sintonia con la Vita…La vita è un mistero e non è accessibile ….a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare….ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene…a danzare con lei….Buona ferie di Agosto😻🤡 Mondo bello! 🤩🌷🎶🎶L’ascolto dell’anima è l’ascolto della vita, l’aprirsi al senso…che ci collega e lega l’un a l’altro ….l’anima mi spinge a fare tutto quello che sto facendo.. per cui sono felice nel momento…in Dio💞.. con gli altri e per gli altri… mi rapporto..

Pensicchiando: poi ci sono..

Poi ci sono i giovani e gli anziani, i bambini sono molto sensibili ai cambiamenti, già un cibo diverso può provocare in loro un rifiuto, poi c’è la paura delle persone  che non conoscono oggetti e situazioni mai sperimentate .

Queste cose molto spesso infastidiscono i bambini specialmente se piccoli.

Anche gli anziani reagiscono male alle cose nuove, agli eventi che li costringono ad allontanarsi dalle loro abitudini, sia i bambini  che gli anziani condividono una sensazione di fragilità. nel bambino la paura viene considerata come immaturità e nell’anziano come rigidità…

C’è una strada fuori da ogni oscura foschia……oltre la traccia dell’arcobaleno, dell’orizzonte…  è con la volontà
di disimparare i vecchi schemi
e crearne di nuovi, cosa che gli esseri umani
chiamano “volontà di cambiare”….
  dare risposte belle e fatte e facile..ma metterle in pratica? Molto difficile!…
…se non partono da noi stessi… quindi sono consapevole di essere un poco arrogante, esprimo solo il pensiero che io metto in pratica, per pensare che in questo mondo ancora c’e’ qualcuno che vuole far cambiare la societa.. grazie amici belli che mi sopportate …un sorriso di Luce e gioia e… tanta speranza!!!  

EDITH STEIN: Ebrea, Filosofa, Carmelitana e Martire

“Dio è presente e vicino, soffre con noi”I numerosi studi pubblicati, alcuni di altissimo pregio, in questi ultimi anni hanno favorito una conoscenza più adeguata non solo della vita ma anche del pensiero e della spiritualità di Edith Stein. Singolare figura di pensatrice ebrea che abbraccia la fede cattolica e da monaca carmelitana muore nel lager di Auschwitz: è arduo parlarne in poche righe, senza essere banali e senza abbandonarsi agli stereotipi di certa letteratura agiografica. Una vita connotata dalla passione per la verità, in cui il filosofare non è mai fine a se stesso, ma è ricerca della verità come significato della vita e della realtà. Edith Stein, nata a Breslavia il 12 ottobre 1891, cresce alla scuola fenomenologica dell’amato maestro Husserl, dove apprende a “considerare ogni cosa con occhio libero da pregiudizi”, a “gettare via qualsiasi tipo di paraocchi”. Infatti il modo in cui Husserl “si è diretto alle cose stesse e ha insegnato a comprenderle intellettualmente in tutta la loro forza e a descriverle obiettivamente, fedelmente e scrupolosamente, ha liberato la conoscenza dall’arbitrio e dalla superbia, e ha condotto ad un atteggiamento conoscitivo semplice ed ubbidiente alle cose e perciò umile. Questo atteggiamento ha condotto anche ad una liberazione dai pregiudizi e ad una spregiudicata disponibilità ad accogliere evidenze colte intuitivamente” (E. Stein). La fenomenologia consente dunque di aprirsi alla trascendenza, di andare cioè al di là dell’assolutizzazione dell’immanenza: “La fenomenologia ha particolarmente messo in rilievo questo elemento passivo, perché esso segna il contrasto tra il suo modo di ricerca, che si fa condurre dalla ratio oggettiva, e quello delle correnti filosofiche moderne, per le quali pensare significa ‘costruire’; la conoscenza è una ‘creazione’ dell’intelletto che indaga”(E. Stein). Si può affermare che Edith Stein è mossa dal “desiderio di tornare all’oggettività, alla santità dell’essere, alla purezza e alla castità delle cose” (Peter Wust). L’ingresso nella Chiesa cattolica il 1° gennaio 1922 costituisce l’approdo di questo itinerario di ricerca, aprendole nuovi orizzonti esistenziali e intellettuali. E’ in particolar modo la lettura del libro della Vita di Teresa di Gesù a determinare la sua conversione, una lettura che non è astratto esercizio intellettuale ma è incontro con l’esperienza di Teresa, con una donna in cui la verità non è un sistema speculativo, ma “è passione bruciante, avventura in cui si mette a rischio la vita: qui la verità si fa sapienza del cuore, amicizia con Dio: qui la verità è <<fede parlante>>, è preghiera e felicità”(A. Neyer). Per quasi un decennio Edith è insegnante di lingua e letteratura tedesca nell’Istituto magistrale delle domenicane di Spira, proseguendo nel contempo i suoi studi filosofici, e in particolar modo approfondendo la conoscenza di Tommaso Aquino. Dal 1929 si dedica anche a un’intensa attività di conferenziera, che la fa conoscere e apprezzare dal grande pubblico. Chiamata nel 1932 al’Istituto di Pedagogia scientifica di Muenster sembra finalmente avere un riconoscimento accademico non del tutto inadeguato al suo talento. Tuttavia con l’ascesa al potere di Hitler e con la legge di riforma del pubblico impiego del 7 aprile 1933 che stabilisce che “gli impiegati pubblici di origine non ariana devono andare in pensione”, è costretta a lasciare la cattedra. Il 12 aprile 1993 scrive una lettera a Pio XI chiedendo che “la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce”. Il tono è appassionato e la visione lungimirante: “Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli?….La guerra contro il cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il giudaismo, ma non sono meno sistematici. Non passerà molto tempo e nessun cattolico potrà avere un impiego, a meno che non si sottometa senza condizioni al nuovo corso”. Una lettera sostanzialmente senza risposta, al di là delle consuete frasi di circostanza tipiche della curia vaticana. A questo punto, estromessa dall’insegnamento, non ci sono più ostacoli per il suo ingresso nel Carmelo, un desiderio coltivato sin dal momento della sua conversione ma non assecondato dal suo direttore spirituale, il quale riteneva che una brillante intellettuale come lei fosse chiamata a servire Cristo nel mondo. Varca la soglia del Carmelo di Colonia il 14 ottobre 1933, dove con il permesso o più probabilmente per espresso desiderio dei superiori può ben presto riprendere la ricerca filosofica, dedicandosi alla stesura del suo capolavoro filosofico, Essere finito ed essere eterno. Per un’elevazione al senso dell’essere. Con l’inasprirsi delle persecuzione degli ebrei in Germania, dopo la notte dei cristalli, suor Teresa Benedetta della Croce il 31 dicembre 1938 viene trasferita nel Carmelo di Echt (Olanda). Nel 1940 le truppe del Terzo Reich invadono l’Olanda e subito iniziano le deportazioni degli ebrei. Il 2 agosto 1942 Edith insieme alla sorella Rosa viene arrestata, come tutti gli ebrei cattolici residenti in Olanda, come gesto di rappresaglia per la coraggiosa presa di posizione dell’episcopato olandese contro le persecuzioni antiebraiche. Deportata nel lager di Auschwitz, presumibilmente il sue pellegrinaggio terreno si conclude in una camera a gas il 9 agosto 1942, quasi a costituire il capitolo finale del suo incompiuto studio su Giovanni della Croce, Scientia Crucis. In altre parole, “Edith ha percorso il cammino della ricerca del mistero di Dio e una volta che l’ha incontrato ha fatto l’esperienza di Auschwitz, testimoniando che in mezzo all’assurdità e alla malvagità umana, Dio è presente e vicino, soffre con noi, ci aiuta a portare il peso della croce della notte della fede e ci rende capaci di parlare di lui e di testimoniare la sua presenza nel cuore delle persone e del mondo”(C.Maccise). Beatificata a Colonia il 1°maggio 1987, canonizzata l’11 ottobre 1998 e proclamata l’anno successivo, sempre da Giovanni Paolo II, compatrona d’Europa, insieme a Brigida di Svezia e Caterina da Siena, la martire carmelitana è stata indubbiamente una pensatrice geniale che, partendo dalla sua formazione fenomenologica, ha saputo recuperare tutta la ricchezza del pensiero cristiano. Essere finito ed essere eterno si presenta come la summa del suo pensiero, un’opera affascinante che con densità contenutistica e rigore metodologico mira ad “esaminare la potenzialità dell’essere finito onde scoprire nella contingenza delle cose il dispiegarsi di un senso dell’essere; senso strettamente legato alla verità dell’essere eterno, e all’attuazione piena del proprio essere”. C’è un ulteriore aspetto tuttavia su cui ci sembra opportuno richiamare l’attenzione a conclusione di questa sintetica presentazione della figura di Edith Stein. La teologa Virginia Raquel Azcuy ha accostato la sua missione a quella del gesuita Ignacio Ellacurìa, martire del crocifisso popolo salvadoregno, la cui soteriologia storica è intimamente connessa con l’interrogativo su “quale umanità storicamente oppressa continui la salvezza di Gesù”, evidenziando la profonda affinità tra lo sguardo steiniano e quello di Ellacurìa: “in lei si rende manifesto ciò che sta succedendo in qual momento e si visualizzano con nitidezza simultaneamente i contorni della salvezza e del peccato”. Infatti scrive E. Stein: “quanto più profondamente un’epoca è sommersa nella notte del peccato e nella lontananza da Dio, tanto più necessita di anime che siano intimamente unite a lui. E Dio non permette che queste manchino in tali situazioni. Ci sembrano particolarmente illuminanti e suggestive, quasi commoventi le seguenti considerazioni della succitata teologa: “mostrando la relazione tra Ignacio Ellacurìa e Teresa Benedetta della Croce, si pone in evidenza che la salvezza di Cristo continua a realizzarsi in mezzo al peccato e alla notte della storia e che la parentela tra queste due figure sta precisamente nell’essersi fatte, loro stesse, in unione con Cristo, profetesse dei crocifissi e dei martiri. Solo una teologia che nasce dalla croce può essere efficace, perché si colloca nel luogo fontale dell’Amore redentore”.

Perche’?.. Perche’?..

Per anni e anni Ghior girò il mondo alla ricerca di qualche risposta
ai suoi affannosi “perché?”.
Da piccolo aveva perso la mamma e il papà e aveva dovuto arrangiarsi per vivere,
subendo ogni sorta di privazioni. La vita, tra imprevisti,
delusioni e accidenti di ogni tipo, non gli aveva mai sorriso veramente.
Ora, stanco e arrabbiato, stava per abbandonarsi definitivamente allo sconforto, ma,
prima di mollare la presa, decise di fare un ultimo viaggio per il mondo e,

preparata alla buona una sacca con cibo e vestiti,
s’incamminò alla ricerca di risposte.Dopo molto tempo, una notte molto fredda,
arrivò in un piccolo villaggio, poche tende di pastori,qualche fuoco e molte stelle.
Entrò in una delle tende e vicino al fuoco vide addormentata ..
una vecchia donna. Stava quasi per svegliarla e chiederle ospitalità,
quando una mano gli sfiorò la spalla. Girandosi di scatto,
si trovò davanti un giovane: era un guerriero che sottovoce,
ma con tono imperioso, gli disse: “Per la notte copriti con questa!”,
e gli porse una coperta morbidissima, di lana pettinata,
ricamata con colori accesi: nemmeno il tempo di ringraziare, ed era già sparito.
La luce tenue dell’alba svegliò Ghior, che ancora sotto la sua coperta,
si sentì invadere come una piena dal peso dei suoi perché….
e dei suoi dubbi antichi. La vecchia donna rientrando nella tenda
con una brocca fumante di latte di capra e qualche focaccia gli disse:
-“Figliolo, smetti di tormentarti per nulla”.
-“Ma la mia sofferenza e le mie disgrazie sono nulla?” Rispose Ghior stupito e rattristato.
“Figliolo – riprese la donna – smetti di tormentarti.
Ciò che ti ha tenuto caldo durante la notte è proprio la risposta che cerchi”.
Ghior non capiva.
Cos’era questa cosa che lo aveva tenuto caldo per tutta la notte…
ed era anche la risposta ai suoi perché?Sfiorando il bordo della coperta, la morbidissima sensazione della lana ..

si trasformò in una illuminazione: -“La coperta, la coperta mi ha tenuto caldo,
la coperta! -Ma…come può essere la risposta ai perché complicati della mia vita?”.
Appoggiato il latte e le focacce per terra, la vecchia donna si chinò fino
a sedersi al giaciglio di Ghior.”Guarda figliolo – disse mostrandogli un lato della coperta – cosa vedi?””Dei colori bellissimi, e disegni ancor più belli ricamati
con perfezione mai vista”.”Ora guarda l’altro lato: cosa vedi?”.
“Vedo il tipico aggrovigliarsi dei fili del ricamo, colori sovrapposti,
la confusione, nodi curati ma sempre nodi, e tagli di filo e colori, intrecci imprevisti,
senza senso, disegni incomprensibili e brutti da vedere”.
“Ecco figliolo, la vita, la tua vita è esattamente così: tu sei sotto il ricamo della vita,
puoi vedere questa coperta solo da sotto; è la condizione umana.
Nel frattempo, per te, su di te e dentro di te si ricamano dall’altro lato
disegni e sfumature straordinarie e di una bellezza sconvolgente,
e per questo ricamo a volte si rende necessario tagliare, fare nodi, correggere. Racconto-

Da qua sotto è ovvio che SENZA UN PO’ DI FEDE e fantasia vedi solo tagli,
nodi e confusione, ma guarda un po’ cosa sta realizzando –  su di te…- la Vita – “un ricamo meraviglioso”  .
Certo e’ la Vita e’ vissuta con gioia stupore meraviglia e dolore fin tanto non si aprono ..pian piano le vie della “Conoscenza” …buon cammino a tutti noi

Sapere..sapendo..

🧐🌺✨Possiamo rinunciare benissimo a tutto il sapere.. che non spinge ad agire.. che viene semplicemente consumato senza che riesca a farci cambiare. Che informa ma nello stesso momento fa’.. a pezzi.. umilia…che intende solamente rofforzare il propio potere. Finira’ per incatenarci e renderci schiavi il – Sapere -La massima” Volere e’ potere” ..per cosa? per chi? Il sapere come tesoro intellettuale nella nostra testa come ricchezza personale..-Sapere per servire gli uomini.. metterci umilmente a loro disposizione con quello che sappiamo.- E’ un tesoro che ha sede nel cuore.. unisce invece di dividere.. apre invece di rinchiudersi.. chiama a vivere invece mortificare.. libera invece che di soggiocare..Sapere per agire per vivere per liberare.

Lungo il sentiero che devia…- Un sorriso..